di Lino Milita

Alcune dinamiche sono utili alla comprensione, in modo indiretto, della strategia politica e la tattica comunicativa aventi entrambe lo scopo di distrarre il contendente e il pubblico dal dibattito.

E nel contempo, a banalizzare, invertire, mascherare con artifici retorici, il punto del conflitto e, subdolamente, sdoganare luoghi comuni sessisti e giustificativi delle dinamiche prossenete.

Abbiamo  tre interventi tipici:

– Spostamento dell’argomento: invece di dibattere il tema della schiavitù della tratta di esseri umani per la prostituzione, si parla delle questioni inerenti la disabilità:

lo sdoganamento dell’ assistente-sessuale (in parole povere: la PROSTITUTA come figura assistenziale).

 In questo avvio sofistico si opera una traslazione dalla questione di disabilità al disabile, etichettandolo come inabile e incapace di intendere e determinarsi come pieno cittadino. In più si passa con una asserzione nascosta, che se la prostituta, o il prestatore di lavoro, è riassunto nello schema pagamento-prestazione, con la concomitante ipotesi che il suo corpo sia strumento di soddisfacimento per altri. Io parlo del disabile, reificando e astraendo la disabilità sul corpo di una persona che può avere e risultare disabile sia a livello biologico, sociale in modo temporaneo o permanente e reifico il desiderio e la prestazione del prostituto esperto.

-Inversione di causa ed effetto: poiché ogni essere umano può esprimere la sessualità, il suo perseguimento non è visto come risultato, bensì come la causa della necessità di ciò in cui consiste la sessualità. Tale inversione è operata con una caratteristica biologica e individuale, intesa come diritto universale, immettendo una asserzione spuria, semplicemente giustapposta con una violenza logica, traslando la caratterista biologica del sesso ed eros con quella della pratica che è filogenetica e sociale. Inversione di una ipotesi di natura (assoluta e quindi contraddittoria) con una visione della società intesa come è ciò che deve essere : un giudizio di valore, visto come constatazione: si chiama ipotesi trasformata in dogma. Il Dogma dello scopare.

– Riduzione machista della sessualità nel sesso, e il sesso nella masturbazione maschile. Gioco retorico di problema di incesto di genitori che DEVONO (dove è scritto??) masturbare il maschio, solo la madre, e quindi occorre un elemento esterno, confondendo l’assistenza con la prestazione sessuale: mistificazione con petizione di principio.

– Negazione del tema della prostituzione. Negazione della sessualità come libertà. Affermazione della astrazione del corpo, ridotto a merce. Soddisfazione individuale (DEL RICCO) come imperativo morale del libero mercato.

Queste strategie sono usate da NDUM.

– Vi è un elemento in più. Impossibile convincere le donne tutte. Essere donna non significa essere automaticamente dalla parte della liberazione della donna stessa. L’universalità quasi dei maschi, non se ne occupa. Perché dovrebbe? Non è problema suo. I maschi invece possono essere coinvolti, di lato, per convincere i simili. Questa è una lotta totale, dove i nemici sono anche donne. Anche le donne uccidono, e sono schiaviste. Occorre smascherare ogni agire politico avverso, anche proposto da donne. Non si deve accettare neanche più una virgola. Ripeto: mischiare la questione della disabilità con quella del favoreggiamento alla prostituzione è una attività INFAME.

prostituta-300x219

Advertisements