bordelli

 Ad integrazione di quanto scritto prima e dalle contro risposte avute entra in scena un elemento per il quale tutte voi siete state accusate nei giorni precedenti a più riprese nel diniego a presentarsi in eventi come quelli organizzati dallo NDUM. Vi sono più elementi che possono essere utili come ulteriore chiarimento di azioni politiche attuali volte a sfuggire alla dialettica del tema indicato dal post. Sono tecniche generali utili anche per chi in futuro si cimenterà anche a leggere questo post.

SPOSTAMENTO del DIBATTITO: Non si entra nel merito di ciò che si è scritto, e lo si sposta sulla persona. Si nega soltanto ciò che si espone senza motivarlo. Non è una negazione argomentata ma il rifiuto della dialettica che è conflittuale, sempre. Si è usata in questo caso la forma da “Re in Hominem”. Non si discute l’argomento ma l’individuo per denigrarlo, per rendere il suo punto di vista non attendibile: visione ideologica (senza esplicitare quale sia); ciò che esponi è cieco per altri punti di vista (quali? non sono detti); saccenza (non si parla più dell’argomento, mai offre una impressione individuale senza mostrare il criterio di analisi).
L’attacco sulla persona non deve mai essere argomentato, ma utilizzare solo impressioni individuali, scollegate dal contenuto di ciò che si discorre, per farle apparire constatazioni. Una pseudo inversione di analisi con un giudizio presupposto, cioè infondato, ovvero imposto. Tecnica utilizzata da 2500 anni dai sofisti, come elencato da Platone nel “Protagora” e nel “Gorgia” (NON dico nulla di nuovo).

PERSONALIZZAZIONE DEL TEMA: Si rifiuta quanto detto, traslando la discussione dialettica, su presunti malintesi riferiti ai protocolli di comunicazione tra i contendenti. Senza però dirli: lasciando supporre la propria importanza di interlocutore inducendo azioni, pensieri, intenti, senza provarli e allontanarsi dal tema della discussione. Agire da offeso in modo da ricevere scuse e quindi porsi in una posizione di vantaggio per allontanarsi dal dibattito.

PRINCIPIO DI AUTORITA’: Io ho la ragione per merito estrinseco a ciò di cui si discute. Le ragioni e le osservazioni dell’interlocutore non vengono discusse, ma poste in un secondo piano di validità rispetto alle mie. Io sono attendibile (e si scambia attendibilità mia con la validità di ciò di cui si sta parlando) perché sono stato lì. Perciò testimonianza è garanzia di verità. Io ho i testi, voi no. Perciò erudizione non consaputa, non detta è posta , non argomentata, come il dogma, dal quale dipendere.
Corollario nella fattispecie: io sono stato nella riunione, quindi tutto il dibattito in Italia, tutti i movimenti, tutti i politici non sanno nulla. Il non sapere implica, l’impossibilità di attivare la domanda critica. Inversione sofistica del dialogo: Non sai le risposte? Bene, non puoi porre le domande.

ACCETTAZIONE APRIORISTICA DELL’INTERLOCUTORE. Io sono l’interlocutore a priori, mi devi rispettare. Ora in questa semplice asserzione si annidano diverse strategie di attacco, e di negazione di dialogo. Rispettare significa “vedere”. Io vedo quello che dici. Domando su ciò di cui esponi il tema nella discussione. IN questo caso retorico, invece, oltre ad avere questo aspetto, non dichiarato ma lasciato nello sfondo, si usa, il convenire come semplice presenza, in accettazione di pari dignità dell’argomento che si offre. Cioè del mio argomento, che è una tesi mascherata. Una mia tesi. E questa tesi infondata, da discutere, nella richiesta del valore di rispettare. Tu devi rispettare è già implicita la bontà di ciò che dico. Quindi non argomento ma pongo come elemento già coerente, consistente, adeguato. La pongo come soluzione a livello strategico politico. Tale tesi però è ciò su cui si discute: l’oggetto della discussione. Non la soluzione del contendere su quell’oggetto. Abbiamo da Cicerone, passando per le QUAESTIO MEDIEVALI, qualche decina di km di scritti di esempi, sul principio di questo tipo che sommato a quello di autorità, è il modello classico per il quale: “discutete quanto volete, alla fine tutto si ricomporrà nel verbo del testo di Dio (DIO PADRE MASCHIO in questo caso).

Ora quale è questo verbo?

LIBERALE: qui signore avete già discusso abbastanza. Inutile che ritorno, magari con post a parte. La liberalità qui è la scelta che lo schiavista dice: “quale giogo vuoi sopra il collo?”.

Post poi su libertà, liberalità, determinazione di scelta, lo riserviamo per altro.

MORALE: omissione argomenti. Sofisma. NDUM è un totale sofisma. Abbiamo avuto un esempio qui ora.

Lino Milita