Devo dire che in tanti anni queste sono le prime parole oneste che abbia mai sentito proferire da un uomo sulla prostituzione, cioè quelle che riguardano loro: gli uomini.

Laura di Mascolo

di Lino Milita

Non è perseguito il sesso, bensì l’asservimento. La schiavitù. Di fatto negli ultimi decenni con i nuovi sviluppi tecnologici e finanziari, abbiamo un esodo di schiave verso luoghi nel mondo in cui si ha denaro e potere maggiore. Le parole vanno dette. Dire che una prostituta è autodeterminata è falso nei fatti. Ci sono migliaia di rapporti ogni anno in tutto il mondo. E i numeri stanno superando quello della tratta degli schiavi che dall’Africa furono deportati nelle Americhe. Abbiamo anche turismo sessuale per minorenni. Noi Italiani, popolo di navigatori, non più santi, non siamo da meno.
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Vi sono due elementi inconsci: uno patriarcale: se prima era Dio-padre, ora è Dio-cliente, e il suo verbo è il soldo. Non ha bisogno di bastone e spada. In secondo luogo, in tutto questo discorso la preoccupazione è regolamentare per contrastare la criminalità. Di chi? Criminale è colui che mantiene lo stato di servitù? O no? Ma vi è un elemento comune a tanti dibattiti: tutto è sul corpo della prostituta. Lei è meno di un corpo. Trasportabile, e da regolamentare, e deve pagare tasse, significa sotto sotto che Ella sta praticando una attività accettabile, anzi se con pagamento di fisco, moralmente quasi normale.
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Vede Signor X, nel suo discorso, non nella sua persona, non si rileva l’attenzione per queste persone povere, analfabete, violentate da piccole, con famiglie inesistenti, o indigenti, o annegate nei vizi della disperazione. Non vi è empatia. Un minimo chiedersi della loro vita che è di minima durata, che non avranno mai più un equilibrio emotivo. E che se saranno fortunate, terranno a bada l’inferno, e l’odore di urina, di sudore, di sporco, del contrario di ciò che è il sesso che è unione condivisione. E vi è un altro elemento, sono plagiate, ricattate. Non hanno libertà di uscita. Ogni ora è controllata. Sono sfinite. Pompate, Inadeguate. Non conoscono la lingua e sono straniere. Tira giù le mutande e rimettile, sporche. Se poi sei bella e hai alto livello di clientela. Ebbene un paio in più, ma sempre di più devi pagare al pappone vampiro.
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Il problema poi e la bugia più assoluta, è che riguardi solo loro. No, ogni maschio, io e lei, tutti, nostro malgrado come maschi e da piccoli e ora, abbiamo una immagine di donna e di femminilità che vive dentro noi, e che non la vogliamo vedere, e che la proiettiamo fuori con odio e disprezzo, perché io lei, tutti i maschi, anche nella indifferenza e mancanza di empatia, siamo colpevoli. Non perseguibili. E la trasmettiamo ai figli. E trasmettiamo una sessualità evirata, monca, castrata che odia all’infinito e urla la sua impotenza e vuole sangue, e vuole che non sia riconosciuta quindi io ho bisogno di una schiava, di un oggetto del quale non ho il coraggio di guardarla negli occhi. Ecco cosa bisogna dire e cominciare appena a pensare.
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Signor X io, lei, tutti i maschi dobbiamo ancor di più volere il nostro perseguimento penale nell’essere clienti, o amministrativo, faccia lei. Perché è la colpa minima che blocca e permette un riconoscimento del nostro inferno, che è sempre meno di quello di donne, ridotte solo a pezzi di carne in veloce scadenza.
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Quello che ho scritto Signor X è solo il primo passo dell’empatia. Ed è dolorosa. Perché è la porta dell’inferno nostro che ci diamo noi. Maschi. Impotenti, vigliacchi, bugiardi, ipocriti. La morte restituirà a credenti, atei, agnostici, tutto noi stessi, e cioè di esser rimasti solo con la nostra bugia. In eterno. (Può essere considerato un discorso da credenti: non necessariamente: io sto parlando dell’inferno di qui ed ora, che è dentro di noi maschi, e che ripete continuamente: sei un BUGIARDO. Sei una maschera sterile di vita).

Signor X non ha perso tempo e non abbiamo dedicato secondi inutili per un modello di discussione social che disperde intenti, argomenti e prospettive. Se rilegge i commenti, noterà che Lei ha attribuito giudizi sulle persone in modo indiretto, mentre quasi tutti si sono cimentati in un discorso sull’oggetto della questione anche con ironia. Lei ha in modo apodittico paragonato la sanzione a una procedura simile a quella della Gestapo, o per meglio dire all’interno di uno stato dittatoriale. Non è un esempio felice perché anzi in quel periodo la prostituzione è stato secondo la sua terminologia, un mercato fiorente. La condanna morale nei secoli e anche oggi nell’inconscio è stata rivolta alle prostitute, alle schiave, non alla pratica, non a Dio-padre-maschio che doveva assolvere e compiere suoi bisogni corporei. Che paradosso il padrone quasi schiavo che doveva godere momentaneamente di una spinta irresistibile fuori controllo peggio che degli animali.
Curioso paradosso.
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Lei ha posto una esigenza economica in vista di una migliore efficienza nell’allocazione delle risorse fiscali e monetarie, in più ha evidenziato possibili incongruenze nell’attribuire una estensione del codice penale e sua attuazione nella procedura nel perseguimento degli attori e delle pratiche della prostituzione. Indipendentemente da Lei, nei dibattiti, sembra che si voglia tarpare la libertà di impresa delle prostitute che come imprenditrici di se stesse, l’ordinamento giuridico italiano le censura, e le osteggia. E altresì, essendo inefficiente il complesso delle attività di negazione del sistema di prostituzione per opere delle istituzioni sociali tutte, formali ed informali, si ha il cosiddetto nero. Lei associa il termine “proibizionismo” con la negazione della pratica sessuale perseguita che è STIPULATA con pagamento in moneta. E sembra quasi inespressa l’idea che vi sia l’anarchia, dove i clan malavitosi delle società parallele, impongono il loro potere con violenza.
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Il proibizionismo voleva negare la bevuta e l’alcool. Qui nessuno nega il sesso, o che ogni essere umano abbia desiderio, immaginazione, spinta fantasia erotica. L’alcool, cioè la prostituta qui non vuole essere negata, perseguita. In secondo luogo, il sistema parallelo, non è un’ombra, un residuo non controllato dalla società ordinata come lei prefigura. Vi è una analogia indebita, secondo la quale la migliore e più efficiente sanzione di ciò che è vietato e ordine sulle strade nella microcriminalità, contempera ogni interazione sociale nel territorio della Repubblica. Non è così il sistema economico e sociale che gestisce, crea, investe sulla “prostituzione” non è un residuo degli scarti del sociale e che sia solo qualche zona di ombra. No, è perfettamente integrato, nelle transazioni monetarie, di merci allegate: droga, gioco, continui lei, malavita, filiali all’estero, accordi con altre multinazionali malavitose. Riciclaggio banche, compravendita case, strade occupate da capi clan e tutto quello che consegue. In più abbiamo vari lavoratori allegati con le prostitute: esattori, carnefici, spacciatori, procacciatori di disperate in Italia e in tutto il mondo. Non è una parte residuale della società, e in più vi è un pubblico e estremamente variegato. Questo pubblico, però non è che vuole il sesso, il consumo come si dice, che brutto termine: il sesso dovrebbe essere dono, sovrappiù, unione, estensione dei propri animi e corpi.
No la prostituzione non è solo sfogo spermatico, ma gioco di potere, di plagio, di asservimento, di disprezzo, sadismo e tortura. Tutto all’incanto. Non è una minore o maggiore proibizione, ha perfettamente ragione. Lei saprà presumo un milione di volte più di me che codice penale non è solo un aggregato di norme su alcuni casi fissi, ma che è generale, astratto su casi tipici che vengono calati nel mutante fluire del reale che è all’interno di una repubblica. Ora, le norme non nascono dagli alberi, le sanzioni, le reazioni, le istituzioni nel dirimere i conflitti e riconoscere ciò che è perseguibile, dipende da valori, diritti, che hanno nozioni, temi, concezioni del mondo, dell’uomo riferenti alla vita, alla dignità ed è patrimonio costruito nei millenni. Abbiamo etica e sua traduzione operativa nella morale.

di Lino Milita20130624_CRO_NW01_0056__1439539942_88.86.182.206