Maurizio De Santis,
giovedì 27.11.2008
Tutti gli osservatori concordano sul fatto che il traffico di donne, avviate alla prostituzione, sia l’attività della criminalità organizzata che sta conoscendo la più fiorente espansione.

Secondo l’Ufficio Internazionale del Lavoro, i dati del 2005 attestano che nella “tratta delle bianche”, per il 90-92% dei casi, esse sono destinate alla fabbrica del sesso. La rimanente percentuale ad altri lavori forzati (soprattutto domestici o agricoli). L’Ufficio delle Nazioni Unite per il controllo della droga e la prevenzione del crimine attesta, dati alla mano, che praticamente nessun paese al mondo è risparmiato dalla tratta di esseri umani: individua 127 paesi “fornitori” e qualcosa come 137 paesi “consumatori”.

L’Olanda si staglia quale uno dei dieci maggiori referenti del traffico internazionale della prostituzione. Lo stesso sito nazionale (www.Olanda.cc), dichiara che solo il 30% delle 25.000 prostitute regolari sono olandesi. Quello che però non dice è che esse sono molte di più, il 70% delle quali prive di documenti. Vittime della tratta delle donne a fini di prostituzione, controllata dalla criminalità organizzata.

L’Olanda, ricordiamolo, è il paese che nel 2000 ha legalizzato la prostituzione ed ha regolamentato l’esercizio dei bordelli in specifiche zone a “luci rosse” (già presenti ad Amsterdam, ma non legali). Grande vantaggio fiscale (un miliardo di euro annui drenati dall’erario), “normalizzazione” commerciale (i bordelli possono farsi pubblicità), nonché garanzie individuali delle professioniste (assistenza medica, pensione, ecc).

Non solo. La legalizzazione della prostituzione, confinandola nei bordelli e nelle case di tolleranza doveva, se non cancellare, porre almeno un forte freno alla piaga della prostituzione di minorenni. L’Organizzazione per i diritti del fanciullo, ritiene che il numero dei minori che si prostituiscono in Olanda sia passato dai 4.000 nel 1996 ai 15.000 nel 2001, un terzo dei quali provenienti dall’estero.

Il traffico dei minori non accompagnati è in piena espansione, come in altri paesi europei che hanno legalizzato la prostituzione regolamentata. I minori rifugiati, che richiedono asilo, sin dall’arrivo all’aeroporto di Schiphol (Amsterdam) sono condotti in case di accoglienza dalle quali, puntualmente, scompaiono. Il rapido ritmo di queste sparizioni mise la pulce nell’orecchio alle forze di sicurezza olandesi che, proprio nell’ottobre 2007, smantellarono una vasta rete di traffico di minori provenienti dalla Nigeria, destinati alla prostituzione.

Il sindaco di Amsterdam ha recentemente iniziato la chiusura del quartiere a luci rosse, ammettendo implicitamente un colossale fallimento. Il piano, chiamato “Project 1012”, ha già trasformato parte delle famose vetrine in ateliers di alta moda.
Karina Schaapman, ex prostituta e consigliere della città, non ha peli sulla lingua: “Invece di regolamentare il settore, la politica delle licenze concesse ai bordelli, dal 2000 ad oggi, ha portato ad una situazione incontrollabile”,

Da tempo la stampa (non solo nazionale), stigmatizzava il fatto compiuto di un quartiere consegnato a trafficanti di persone e di droga. Così, la legalizzazione della prostituzione è rapidamente scaduta da simbolo della liberazione delle donne, “libere di disporre di se stesse”, ad una svilita questione di sfruttamento.