Adelina Adelina


Adelina, giovane donna albanese che nel 1998, si liberò dalla schiavitù della tratta ed ha liberato un’altra decina di donne, denunciando i suoi vessatori. Le sue dichiarazioni consentirono una brillante operazione della Questura di Varese che terminò in trentasei arresti totali per induzione e sfruttamento della prostituzione, riduzione in schiavitù e traffico di esseri umani. Torture, sequestri e vendite, Adelina è passata di padrone in padrone patendo sulla propria pelle il crimine del traffico di esseri umani e lo sfruttamento della prostituzione, fenomeno secondo gli ultimi dati in crescita anche in Italia.

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In Europa e in Italia si parla molto di diritti dei minori ma la triste realtà è che solo nel nostro paese attualmente ci sono 189.600 persone vittime di schiavitù e sfruttamento, tra cui un’alta percentuale di minorenni.

Un recente articolo, pubblicato su Agoravox (su internet: http://www.agoravox.it/Tratta-di-esseri-umani-2o-business.html) afferma che all’Europol, l’Ufficio di Polizia europeo, nel 2015 risultano entrati in Europa oltre 10 mila minori che sono poi scomparsi, di cui 6.135 soltanto in Italia.

Continua l’ articolo:

nel 2016, secondo il rapporto del Ministero dell’Interno, in Italia sono entrati 25.846 minori non accompagnati. Il dato più agghiacciante lo cita il documento, “Grandi speranze alla deriva”, dove si denuncia che solo nei primi sei mesi del 2016 si sono perse le tracce di 5.222 di questi minori. I piccoli spariscono perché vogliono “continuare il loro viaggio” con l’obiettivo di raggiungere “altri paesi europei”, afferma il rapporto, ma si teme che quasi la metà di loro finisca nelle mani delle reti criminali, per essere poi sfruttati in vario modo.

Sempre in Italia i dati indicano 112.000 ragazze avviate alla prostituzione, di cui oltre 37.000 risultano minorenni; numeri possibili perché in Italia c’è tanta richiesta, ovvero tanti italiani adulti che pagano per andare con minorenni poco più che bambine. Tutto questo avviene quotidianamente sotto i nostri occhi, eppure di ciò poco o nulla si parla.

Dietro ad ognuna di queste ragazzine avviate alla prostituzione si celano storie raccapriccianti; basta andare in strada come volontari, nelle periferie dimenticate di tante città italiane per leggerle sui loro volti, nei loro sguardi, nei loro prolungati silenzi.

In Italia purtroppo manca ancora una legge seria che possa quanto meno gettare le basi e fornire gli strumenti di modo per prevenire e liberare migliaia di donne, uomini e bambini vittime di una vera e propria schiavitù, di violenze, di degrado e di miseria umana. Una legge sul modello dei paesi scandinavi, che di recente sulla stessa base è stata approvata anche in Francia, una legge che vuole, sull’esperienza di altre legislazioni europee, punire il cliente come complice dello sfruttamento sessuale, per togliere così alle organizzazioni criminali la fonte di guadagno e per combattere lo sfruttamento di persone vulnerabili, colpire la domanda per contrastare le conseguenze devastanti che la prostituzione crea. Le ragazze che oggi arrivano sulle nostre strade tramite le reti criminali hanno 15 o 16 anni, in qualche caso 13 o 14… Come si fa a parlare di ‘libera scelta?

Le donne che si prostituiscono arrivano da ambienti familiari e sociali degradati, hanno alle spalle storie di povertà, violenza e abusi. Non può esistere nessuna libertà in un comportamento che nasce da una catena di sopraffazioni e miseria.

 Indubbiamente si tratta di un tema molto articolato e per affrontarlo è necessaria la creazione, in Italia ed Europa, di un forte movimento trasversale, sociale, culturale e politico, che riesca a comunicare, sensibilizzare e al tempo stesso fare pressioni per l’approvazione d’una legge nazionale che realmente tuteli donne, uomini e bambini, aiutandoli a liberarsi in generale dallo sfruttamento e in particolare dalla schiavitù della tratta.

È quello che prova a fare Adelina quando, spostandosi di città in città, cerca di incontrare donne e uomini di varie organizzazioni sociali e civili per promuovere azioni positive sul territorio.

È quello che prova a fare Adelina quando, spostandosi di città in città, con una piccola telecamera nascosta, gira diverse video-inchieste che attestano e testimoniano il degrado e l’inumanità del fenomeno prostituente.

Adelina realizza tutto questo esclusivamente con le sue sole forze, non ricevendo adeguato supporto e sostegno da alcuna istituzione o organizzazione.

Adelina perciò chiede ad attivisti e volontari di offrire un proprio contributo alla causa: creando una rete di supporto ai suoi progetti, offrendole ospitalità tra un viaggio e l’altro, tra un convegno e l’altro poiché Adelina non sempre può permettersi alberghi e ristorati, essendo le sue trasferte molto frequenti e le sue risorse molto magre.

Adelina perciò chiede ad attivisti e volontari di offrire un proprio contributo alla causa, anche attraverso piccole offerte monetarie da inviare al numero di poste-pay 5333171005671173

Intestato a Sejdini Alma: SJDLMA74L54Z100S

Tutti i ricavi saranno destinati alle campagne contro tutte le forme di violenza sull’infanzia, sulle donne, contro la tratta, lo sfruttamento sessuale e il neoschiavismo, coinvolgendo tutta la società civile italiana.

Troverete ulteriori informazioni sulle attività di Adelina collegandovi al sito del progetto Roxana, progetto che l’ ha vista attiva per diversi anni. 

Per chi volesse contattarla personalmente, il suo profilo facebook è: Adelina Adelina