Quando furono scritte le sacre scritture (in realta’ sacre scritture o
testi sacri sono definizioni che appartengono piu’ a una maniera di
intendere il testo che e’ piu’ cristiana che ebraica)  in un periodo che
va dal quinto al quarto secolo a. C., il loro intento non era storico
nel senso da noi inteso ma un modo di interpretare e dare senso
alla propria storia, di dare senso a determinati avvenimenti allora
di difficile comprensione come e’ stata per gli ebrei residenti in Israele
la sconfitta subita contro i babilonesi e il conseguente esilio della
allora classe dirigente.
Era forse storiografia, alcuni autori considerano le scritture come una
costituzione contenente testi di ispirazione religiosa se non spirituale,
testi di natura morale e giuridica e altro ancora.
In quest’ ottica si inseriscono le narrazioni bibliche anche se relativamente solo ad alcuni libri biblici, i cosidetti libri storici tra cui
Giosue'(che in realta’ e’ una narrazione rituale con la quale gli israeliti
hanno cercato di leggittimare la loro presenza nella allora terra di caanan) 1 e 2 re e in parte 1 e 2 Samuele  che invece contiene molti
elementi antimonarchici.
Le narrazioni in cui vengono descritte le conquiste militari sono
soprattutto il libro di Giosue’, un mix di dati storici e abile invettiva
narrativa, ad esempio il periodo storico e’ idealmente retrodatato,
ma i luoghi percorsi da Giosue’sono quelli del settimo sesto secolo a. C., cioe’ del periodo in cui il testo fu scritto.
  La citta’ di Gerico di cui nel testo si vanta la conquista era ormai
scomparsa da piu’ di un secolo insieme alla civilta’ Cananea di
cui rappresentava forse un esempio di citta ‘modello secondo i
canoni stilistici e archttettonici dell’ undicesimo secolo a. C.
Molte volte e in piu’ passi quindi vengono citati luoghi e aree geografiche in cui e’ evidente e manifesta la presenza non dei cananei ma dei filistei che erano i reali nemici di Israele nel periodo
in cui i testi furono scritti.
D’altra parte e’ anche questo il senso della
storia di Davide e Golia che altro non e’ che una abilissima narrazione
nella quale vengono personalizzati e mitizzati i destini di due popoli
tra loro antagonisti e nemici politici come appunto erano allora intorno all’ ottavo settimo secolo gli israeliti e i filistei che si contendevano una egemonia politica dopo la fine della civiltà dei cananei causata dall’ invasione dei popoli del mare intorno al dodicesimo secolo circa,
non deve sfuggire che l’intento dei testi e’ teologico, di dare un senso
alla propria storia, anche forse in parte  di crearne una come forma
di leggittimazione politico identitaria,
Israele era infatti circondato oltre che dagli egiziani e dagli assirobabilonesi, di cui comunque subi’ il peso politico ma
dai quali fu anche influenzata culturalmente e religiosamente,anche da molti piccoli paesi con una storia simile
(ammoniti, perizziti, moabiti etc) e quindi una buona maniera di difendersi e acquistare credito era anche distinguersi da essi anche grazie ad una grande narrazione di natura ideologica.
E’ poi’ probabile anche se le ricerche in tal senso sono ancora all’inizio e pochi sono i dati e i documenti disponibili, che Israele come
stato unitario non sia mai esistito, i primi dati storici e archeologici
risalgono al sesto secolo, sicuramente le figure bibliche di davide e
salomone sono solo pura fantasia letteraria tesa a leggittimare la
monarchia.
Vorrei poi sottolineare che fino a poco dopo la nascita e lo sviluppo
del cristianesimo quindi sostanzialmente fino al quarto secolo d.c.
non esisteva l’antico testamento come noi lo conosciamo.
le scritture erano considerate dagli ebrei come una grande biblioteca
dalla quale ciascuna comunita’ sceglieva alcuni testi invece di altri.
La comunita ebraica d’egitto molto legata sd influssi provenienti dalla
cultura greca non leggeva gli stessi testi che invece erano importanti
per gli ebrei residenti nello stesso periodo in Israele senza contare
che prima che venissero selezionati i testi che ora fanno parte
dell’antico testamento circolavano molti altri scrtti allora anche piu’
importanti come il libro di Enoc ed altri che pero’ furono usati anche
dalle nascenti comunita cristiane sparse nel mediterraneo e ai quali
gli ebrei preferirono rinunciare anche se solo ufficialmente.
Nella pratica religiosa quotidiana infatti alcuni di questi stessi testi che non entrarono nel canone dell’Antico Testamento continuarono ad essere usati per qualche tempo. e comunque i manoscritti furono nei limiti del possibile conservati anche se con difficolta’ a causa di continue guerre.
Purtroppo poi i testi dell’ antico testamento, quelli apparentemente piu’ ambigui sono stati usati come strumento politico inizialmente per
rivendicare una leggittima autonomia territoriale con i romani,
ma in realta’ solo con la nascita prima e lo sviluppo poi degli
stati nazionali alcuni testi dell’ antico testamento sono stati usati
come reale strumento per leggittimare posizioni e intenti politici
di conquista tradendo cosi’ pero’ l’intento la natura e l’ intenzione degli stessi testi, e facendo cosi’ un pessimo uso della propria storia e della propria cultura, cultura che rimane comunque viva vitale e ricca
essendo comunque il mondo ebraico molto articolato complesso
e profondamente democratico nella sua essenza e vita spirituale.
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