VENERDÌ 15 APRILE 2016 00:00

da http://www.ilsudest.itCurda Guerrigliera .jpg

di MADDALENA CELANO

 

Questo gennaio 2016 alcune truppe turche con loro attrezzature militati hanno attraversato il confine e sono entrate in Siria, attraverso la città di Jarablus.

 Inoltre la Turchia spostò un migliaio di soldati sul lato siriano del confine.

Fonti locali riferirono “che le bande ISIS nella zona rispondevano alle attività di soldati turchi, e li osservavano mentre si muovevano”.

Già questo dicembre 2015 il presidente turco Recep Tayyip Erdogan promise di espellere il Stato Islamico da Jarablus.

Erdogan e i turchi, però, sono più preoccupati per le attività dello YPG entrate nella zona al fine di combattere IS. Ankara tracciò una linea rossa ad ovest dal fiume Eufrate e ha avvertito lo YPG di non attraversarla, neanche di fronte a una risposta militare.

La Turchia considera lo YPG un’organizzazione terroristica. Le forze turche hanno lanciato un’offensiva contro i curdi nel mese di ottobre e hanno attaccato le città strategiche di Kobanê e Tal Abyad in Siria lungo il confine della Turchia.

In realtà lo YPG combatte lo Stato Islamico dal lontano 2013, quando l’organizzazione terroristica attaccò Kobanê (nota anche come Ayn al-Arab), dove ha sede lo YPG.

Alla fine di dicembre 2015 lo YPG sconfinò presso la diga Tishrin a sud di Jarablus. “Questa potrebbe costituire la più grande vittoria della YPG  che ha avuto sull’ ISIS, dal momento che li ha costretti ad abbandonare la città di confine nord-orientale della Gire Spi (Tal Abyad) durante l’estate e successivamente chiuse tutto il confine nord-orientale alle loro forze” affermò l’ agenzia di stampa  curda Rudaw il 31 dicembre 2015.

Nel gennaio 2016 l’esercito turco bombardò la sede YPG di Tel Abyad, situata a nord della provincia di Raqqa. Raqqa è la capitale de facto dello Stato Islamico.

La Turchia è stata irritata dagli Stati Uniti poiché gli USA fornirono supporto aereo allo YPG durante l’attacco a Gire Spi. Il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha affermato che ha condotto undici attacchi aerei contro le posizioni intorno alla città.

Il 6 gennaio l’esercito turco espresse preoccupazione per il generale Joseph Dunford, presidente del Joint Chiefs of Staff, sulla presenza dei curdi nel corridoio Azaz-Jarablus della Siria. Al momento Dunford teneva colloqui con il Capo turco di Stato Maggiore Gen. Hulusi Akar e il primo ministro Ahmet Davutoglu.

Il movimento delle truppe sembrò essere un tentativo da parte della Turchia per spingere i curdi fuori da Jarablus e la campagna circostante sotto la copertura della lotta contro lo Stato islamico.

Il sostegno turco allo Stato Islamico è ben documentato. Nel mese di novembre 2015 l’ex Comandante supremo alleato NATO Gen. Wesley Clark ha affermato che la Turchia ha sostenuto a lungo il gruppo terroristico. Ha accusato Ankara di rifornire i terroristi ISIS attraverso la Turchia e l’acquisto di petrolio rubato da IS e la vendita di esso sul mercato nero.

Intorno allo stesso periodo il The Guardian  scrive”la Turchia, un membro di lunga data della NATO, non solo sta sostenendo ISIS, ma anche altri gruppi jihadista, tra cui Ahrar al-Sham e Jabhat al-Nusra, affiliato di al-Qaeda in Siria “, scrive Nafeez Ahmed.