Stralcio dell'intervista tradotto e rielaborato da MADDALENA CELANO
per il sito www.ilsudest.itmariela-castro

La figlia del presidente cubano Raul Castro e Vilma Espìn

(un’importante figura della Rivoluzione cubana, ormai defunta) Mariela Castro Espìn, di 54 anni, è direttrice del Centro Nazionale Cubano di Educazione Sessuale (CENESEX), attivista per i diritti civili di omosessuali e transessuali, discriminati per un lungo periodo di tempo, è all’origine di importanti cambiamenti che li riguardano.
Qual è il significato della formula di suo padre, Raúl Castro, quando dice che si deve andare avanti “step by step”?
Ampi cambiamenti possono essere anche frutto di una grande irresponsabilità. Il processo di costruzione, di revisione e di mutamento richiede tempo, molto più di un referendum. Quando mio padre afferma “step by step” intende consolidare tutte le fasi di un processo, indica di non essere superficiali e di non dimenticare nessuno. In diverse occasioni mi ha detto di provare ad avere un punto di vista educativo sulle persone prima di procedere con un disegno di legge, altrimenti non sarà mai votato. Questo è ciò che abbiamo fatto per sensibilizzare i deputati cubani. Mio padre lavora in questo senso, e penso sia un buon stratega. Ci sono persone che vorrebbero apportare modifiche a Cuba. Mi risponde: “(anch’ io) volevo fare in fretta, ma non si può imporre nulla”. Dobbiamo trovare consenso, almeno aspirare a conquistare una maggioranza.
Quali sono le priorità per i cubani oggi?
Un sacco di cose! Per lo più si tratta di rafforzare la nostra economia per diventare autosufficienti. In un certo senso, il turismo può aiutare a raggiungere un verto progresso (economico). Nonostante il blocco economico e commerciale contro Cuba, il turismo dagli Stati Uniti è aumentato incredibilmente. Gli americani non hanno alcun desiderio di venire a Cuba, molti arrivano per vie indirette per evitare di essere penalizzati negli Stati Uniti. Essere puniti per via dell’Embargo è, tra l’altro, una violazione dei diritti dei cittadini americani e della Costituzione. Quindi, sì, dobbiamo andare avanti, creare nuovi sistemi. Ce la possiamo fare! Cuba sorprende sempre, abbiamo spesso sorpreso (anche) noi stessi!
Dopo le ultime elezioni nord-americane, Obama nutrì qualche speranza nei confronti di Cuba. Ma nulla è cambiato …
Obama non ha mai abbandonato le proprie responsabilità nel programma da lui stesso proposto. Gli Stati Uniti restano una potenza egemonica. Sono i poliziotti del mondo, controllano tutto. Prendo atto che l’Europa ha seguito le indicazioni U. S. A. per definire una posizione comune contro Cuba. Questo è cinismo! Questo dimostra che l’U.E. è soggetta alla politica degli Stati Uniti.
Tu sei la figlia di Raul Castro e nipote di Fidel. E ‘troppo difficile portare avanti una simile eredità?
A volte sì, a volte no! No, per tutto ciò che fa indossare simbolicamente le relazioni a l’ eredità familiare. Alcuni mi chiedono di assumere determinate responsabilità o vorrebbero che li sostenessi, cosa che non fa per me; altri vorrebbero che in futuro, diventassi il presidente della Repubblica di Cuba. Chi mi conosce bene, sa che non voglio! Ciò non ha nulla a che vedere con le mie aspirazioni. Inoltre, ricevo molti benefici sia Cuba che in molti altri paesi. Mi è stato detto (che Cuba è) molto bella, pieno di cose ammirevoli, persone rispettose, affettuose e grate. Ho sentito diverse storie su i miei genitori, che io sappia. Quindi sono orgogliosa della famiglia in cui sono nata. Dei valori, dell’ etica che mi hanno trasmesso. Se io sono una ribelle, non è colpa mia, è la loro. Sono stati molto di più di me e lo sono tuttora, motivo per cui sento molta ammirazione (per la famiglia di origine). Ma io non voglio essere come loro.
Raul visto da Mariela …
Prima di tutto devo dire che trovo il mio papà molto bello. Molto divertente. Ha un modo di dire le cose piuttosto semplice. Mi sono divertito con lui, l’ ho anche sconvolto, ma con amore. Abbiamo imparato a capirci. Non ho mai avuto paura di dire le cose che pensavo, anche se non era d’accordo. Ho imparato da lui ciò che avrei dovuto essere nella vita e sostenere tutti i rischi delle scelte fatte. Si tratta di un uomo strutturato e molto organizzato. Gli piace parlare, il lavoro di squadra, non perde mai tempo. Le cose sono come sono, non mi piace edulcorare la realtà. Grazie a mia madre, che mi ha sostenuto nella lotta, ho realizzato i miri studi ed il mio lavoro. Io non sono “la figlia di mio padre”, nel senso che sono un individuo con le mie responsabilità e la mia personalità. Di conseguenza, io agisco con cura e attenzione.
* Parte dell’ intervista tratta dal quotidiano francese L’Humanité, condotta dal giornalista Bernard Duraud, alla direttrice del CENESEX e pubblicato il 9 dicembre 2011.
* Stralcio dell’intervista tradotto e rielaborato da Maddalena Celano
Tratta da: http://www.cubadebate.cu/noticias/2011/12/14/mariela-castro-cuba-siempre-sorprende/
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