Arte e “uomo-nuovo” nella Cuba Rivoluzionaria

imagescuba

 

Probabilmente, come pochi rivoluzionari, il Che ha avuto l’opportunità e la visione di un approccio marcatamente marxista e di una buona conoscenza degli eventi in America Latina.


I suoi scritti sulla rivoluzione boliviana, trassero le giuste conclusioni per via di una conoscenza diretta del governo di Jacobo Arbenz in Guatemala che lo portarono ad approfondire e radicalizzare il suo pensiero per quanto riguarda le forme di un’eventuale rivoluzione nel continente hispano-americano. Il Che era consapevole che la lotta non è semplice, non è priva di pericoli, non è senza difficoltà, che si dovrebbe avere intere città alle spalle e un enorme carico di idealismo e spirito di sacrificio per portare avanti un progetto solitario quanto ambizioso.

In America Latina e nei Caraibi, la povertà è passata da 130 milioni nel 1980 a 180 miliardi nel 1990 e, secondo la Banca Mondiale, si stima che nel 2000 è stato moltiplicato per due, soprattutto in Africa. Il divario tra ricchi e poveri è raddoppiato dal 1960. In quell’anno il reddito medio del 20% dei paesi più ricchi era 30 volte superiore al 20% dei paesi più poveri. Nel 1990 era 60 volte maggiore.

La conoscenza profonda degli eventi nei vari paesi, ha permesso il Che, di impostare argomenti di discussione e suscitare dibattiti, che spesso non si sono sviluppati per ragioni di tempo ed opportunità, ma erano assolutamente necessari

Furono anni di azione intensa, in cui i partiti di sinistra sono stati influenzati dalla Rivoluzione cubana, e ci sono stati nuovi gruppi o partiti che hanno aderito alla lotta per la definitiva emancipazione dell’America Latina.

Nel 1962 il Che aveva già analizzato la situazione dei vari paesi dell’America Latina, affermò che nessuno può prevedere profeticamente in che anno e in quale paese americano si produrrà uno scontro tra le forze; ma è chiaro che le contraddizioni si acuiscono sempre di più, condizionando lo sviluppo di condizioni soggettive per una sana rivoluzione. La consapevolezza della necessità di un cambiamento urgente nel sociale, per risolvere la situazione di ingiustizia e la certezza che vi siano reali possibilità di cambiamento.

Il periodo post-rivoluzionario cubano creò l’ambiente per lo sviluppo di un nuovo tipo di produzione culturale e artistica. L’impatto della rivoluzione sul ruolo degli intellettuali e degli artisti nel nuovo spazio politico e sociale cubano mutò il programma ideologico. Nel contesto rivoluzionario, il lavoro intellettuale servì a riaffermare il trionfo di ciò che è definito come ‘uomo nuovo’, ed esaltò l’ identità cubana in uno spirito di impegno per la costruzione di una nuova nazione. Uno degli esponenti di impatto fu Wilfredo Lam, latinoamericano surrealista artista per eccellenza, caratterizzato da uno stile unico. A causa della sua appartenenza ideologica con il ruolo dell’intellettuale e dell’artista all’interno della Rivoluzione, Lam divenne rapidamente uno dei principali portavoce del Progetto di trasformazione dell’isola. Così, nel 1965, a soli sei anni dalla Rivoluzione, Lam fu incaricato di realizzare un’opera in grado di condensare il processo storico che ha attraversato Cuba, un lavoro che sarebbe stato esposto in modo permanente al Palazzo Presidenziale. Intitolato Il Terzo Mondo, l’opera di Lam mirava ad identificare le caratteristiche principali di una nazione caratterizzata dal sottosviluppo, cercando  una definitiva entrata nella modernità. Il lavoro di Lam fornisce l’analisi della Cuba rivoluzionaria, le sue utopie e i suoi fallimenti, successi e insuccessi. Nello stesso periodo, il romanzo Memorie del sottosviluppo, scritto da Edmundo Desnoes nel 1962, fu un lavoro altrettanto politico ed emblematico di questo processo storico. In questo romanzo Desnoes, come nel lavoro di Lam, le sollecitazioni indotte dalle idee rivoluzionarie si riflettono nella descrizione di un’uomo nuovo’ problematico, in grado di portare a termine il passaggio da una Cuba sottosviluppata a una nuova fase.

Ciò suggerisce l’esistenza di un dialogo contraddittorio tra passato e presente, tra la borghesia e il proletariato e tra la pre-Avana e l’Avana post-rivoluzionaria. Sia Lam che Desnoes, creano delle allegorie-simboliche della nazione, si trovano nella stessa situazione contraddittoria, che può essere ridisegnata tra mito e modernità, presenti nell’opera di Lam, in un carattere a-storico.

L’incoraggiamento ufficiale dell’artista è una spada a doppio taglio. L’artista, rendendosi conto che il suo lavoro non è solo tollerato o considerato decorativo ma è utile e funzionale alla società, si sente integrato e cittadino importante. Contrariamente al cliché dell’artista antisociale, alienato e alienante, Cuba crea la figura dell’artista “organico” che indica al popolo i valori e le norme estetiche da seguire.

La rivoluzione riservò un posto speciale all’intellettuale che presto si tradusse in un’azione  organica ma anche dialettica, l’artista cubano finì con il suggerire anche i cambiamenti e le contraddizioni. Ancora una volta il carattere rivoluzionario si caratterizzò per l’instabilità e la funzione transitoria.

 

di Maddalena Celano