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Articolo tratto da http://www.ilsudest.it

Noi non esistiamo. Siamo quelli che nessuno ringrazia. Siamo quelli che devono prendere le decisioni che nessun altro riesce a prendere.

Stieg Larsson, dal libro La Regina dei Castelli di Carta

«Non esistono innocenti. Esistono solo diversi gradi di resposabilità»

Stieg Larsson dal libro “Uomini che Odiano le Donne

«Nel 1924, a diciassette anni, Richard era un fanatico nazista e antisemita che aderì alla Lega nazionalsocialista per la libertà, uno dei primissimi gruppi nazisti svedesi. Non è affascinante che i nazisti riescano sempre a piazzare la parola libertà nella loro propaganda?»

Stieg Larsson dal libro “Uomini che Odiano le Donne”

Karl Stig-Erland “Stieg” Larsson (15 agosto 1954 – 9 novembre 2004) giornalista svedese e scrittore, più noto per la sua trilogia “Millennium”, pubblicata solo dopo la sua morte. Larsson visse buona parte della sua vita a Stoccolma e lavorò nel campo del giornalismo e come ricercatore (e studioso) indipendente sui fenomeni legati all’estremismo di destra.

Stieg Larsson nacque il 15 agosto 1954 come Karl Stig-Erland Larsson ad Umeå, nella valle län di Västerbottens (sempre in Svezia ), dove suo padre e suo nonno materno lavorarono nel Rönnskärsverken. Patendo un episodio di avvelenamento di arsenico, suo padre si dimise dal suo lavoro e la famiglia si trasferì di conseguenza a Stoccolma. A causa della loro condizione di disagio e ristrettezza economica , scelsero di lasciare il loro figlio di un anno coi suoi nonni. Stieg Larsson visse così coi suoi nonni fino a che l’età di nove anni, vicino il villaggio di Bjursele , nel Municipio di Norsjö, Contea di Västerbotten. Durante il suo dodicesimo compleanno, a Stieg Larsson fu regalata una macchina da scrivere dai suoi genitori. I primi sforzi di Larsson nella scrittura di narrativa non furono orientati nel genere del poliziesco, ma piuttosto nella fantascienza. Stieg fu un lettore di fantascienza avido nella prima età e divenne uno scrittore attivo di riviste di fantascienza svedese circa nel 1971;

fu co-redattore, insieme con Runa Forsgren, nel suo primo fanzine, Sfären, nel 1972; e frequentò il suo primo meeting internazionale di fantascienza, a Stoccolma. Durante gli anni settanta, Larsson pubblicò circa 30 racconti di fanzine supplementari; dopo il suo meeting internazionale a Stoccolma nel 1977, lui divenne attivo nella Società di “SF Scandinava” dove divenne un membro di spicco nel 1978 e 1979, nonché presidente nel 1980. Nel suo primo fanzines, tra il 1972–74, lui pubblicò una manciata di prime novelle, diventando coredattore o redattore di molti fanzines di fantascienza, incluso Sfären e FIJAGH!;

nel 1978–79, diventò il presidente della più grande rivista di fantascienza svedese, Skandinavisk Förening (SFSF). Oltre la fantascienza e la narrativa fantascientifica, Stieg Larsson aveva un’ altra grande passione: la fotografia. Mentre trovò lavoro come fotografo d’ inchiesta, Larsson decise di formarsi come attivista politico, mobilitandosi nell’ ala sinistra più radicale della Svezia. Lui divenne un membro del Kommunistiska Arbetareförbundet (Lega dei Lavoratori Comunisti) e scrisse per il Diario Trotskyista Svedese, l’Internationalen di Fjärde, diario della sezione svedese della Quarta Internazionale. Larsson partì nel 1977 in Eritrea, partecipando all’ addestramento di una squadra del Movimento di Liberazione Eritreo, seguendo un gruppo di donne guerrigliere ed addestrandole nell’uso dei mortai.

Lui fu costretto ad abbandonare quel lavoro, dopo aver contratto una malattia “esotica”. Dopo il suo ritorno in Svezia, lavorò come disegnatore grafico nella più grande agenzia di notizie svedese, Tidningarnas Telegrambyrå (TT), tra il 1977 ed il 1999. Le lotta politica di Larsson, così come le sue esperienze giornalistiche, lo condussero a lavorare per la Fondazione Expo svedese. La Fondazione gli commissionò delle ricerche e delle inchieste sulla crescita della destra estrema e il Movimento per Potere Bianco nelle scuole e fra i giovani. Divenne anche redattore del periodico della Fondazione Expo, nel 1995. Nel 1991, la sua ricerca sui movimenti di estrema destra diede luogo al suo primo libro, Extremhögern (Destra Estrema). Larsson rapidamente documentò e divulgò particolari inquietanti della destra estrema svedese e delle organizzazioni razziste. Perciò per mesi ed anni fu invitato a convegni e seminari internazionali sul tema. Diventò un esperto noto e chiunque commissionava indagini ed inchieste per comprendere bene e meglio le tematiche politiche e sociali della Penisola Scandinava, soprattutto in relazione all’ avanzata di movimenti neo-nazisti. Divenne uno dei riferimenti di spicco della rivista “Expo”, impegnandosi nelle battaglie anti-razzista e nella denuncia di episodi basati sul pregiudizio e l’ intolleranza razziale. Suo grande amico e compagno di lotte diventò l’ attivista Kurdo Baksi, un rifugiato politico del Kurdistan Turco. Furono anni duri, in cui cominciò a ricevere numerose minacce e numerosi tentativi di aggressione. Fu costretto spesso a cambiare domicilio ed a non lasciare tracce. Il partito politico “Democristiani in Svezia” (Sverigedemokraterna) fu un soggetto notevole della sua ricerca a causa dell’ ambiguità dello stesso partito e dei suoi “giochi-sporchi” con gli elementi più “equivoci” della nazione svedese.

Quando Larsson aveva 15 anni, ebbe la sfortuna di assistere a d uno stupro: tre dei suoi amici stuprano una giovane donna. Questo episodio lo segnò tutta la vita, soprattutto per il rimorso di non aver fatto nulla per salvare la ragazza. La sua partner Eva Gabrielsson scrive che questo incidente lo “marchiò per tutta la vita”: l’autore non si perdonò mai di non aver impedito l’ accaduto e questo inspirò i temi della violenza sessuale contro donne nei suoi libri. Secondo Gabrielsson, la trilogia di Millennium permise a Larsson di esprimere il proprio punto di vista, di trasporre in maniera “romanzata” tutte le proprie esperienze di vita e le “scoperte” avvenute durante il proprio lavoro di inchiesta ed indagine: le situazioni e le frequentazioni che “alimentano” il sottobosco del neo-nazismo e del neo-fascismo e di come esso, sia sempre pronto a mimetizzarsi, utilizzando sigle e nomi che si rifanno al concetto di “democrazia”, “libertà” o di “cristianesimo”. Larsson morì il 9 novembre 2004 a Stoccolma all’età di 50 anni a causa di un attacco cardiaco, ma girano voci e ipotesi sul fatto che la sua morte sia stata, in qualche modo, indotta o causata da elementi esterni. Questa ipotesi si basa sulle continue minacce di morte ricevute, anche sui luoghi di lavoro (i nazisti ed i neo-fascisti non si facevano scrupoli di far recapitare telefonate minatorie e biglietti minacciosi, persino nella sua redazione). Stieg Larsson è sotterrato al cimitero di Högalid nel distretto di Södermalm a Stoccolma. Subito dopo la morte di Larsson, i manoscritti di Millennium, tutti inediti, furono scoperti dalla sua compagna. Lui li aveva scritti per il proprio piacere, per puro hobby, dopo essere ritornato di sera a casa dal suo lavoro e non aveva fatto nessun tentativo per renderli noti o/e farli pubblicare. Il primo tomo della trilogia fu pubblicato in Svezia nel 2005: Män som hatar kvinnor- letteralmente – Uomini che odiano le donne. Fu intitolato per il mercato di lingua inglese come “La Ragazza con il Tatuaggio del Dragone”, e pubblicato nel Regno Unito a febbraio 2008. Il suo secondo romanzo, Flickan som lekte med elden (La Ragazza Che Giocava con il Fuoco), ricevette il Premio come il miglior Romanzo Poliziesco Svedese nel 2006 e fu pubblicato nel Regno Unito a gennaio 2009. Larsson lasciò approssimativamente anche un quarto romanzo nel suo computer, ora posseduto dalla sua partner, Eva Gabrielsson: tutte sinossi o manoscritti di una serie di romanzi che lui avrebbe voluto pubblicare. L’ Editore svedese Norstedts annunciò 17 dicembre 2013 che è stato firmato un contratto per un quarto romanzo di Millenium, scritto dall’ autore David Lagercrantz ma ispirato agli appunti ed ai manoscritti lasciati da Stieg Larsson. Il contratto è stato firmato e la data di pubblicazione prevista è quella dell’ agosto 2015.

Nell’ arco della sua vita, Stieg Larsson si descrisse, fra le tante altre cose, come “un femminista”.

Il suo alter-ego, il giornalista Mikael Blomkvist prende ostentatamente una linea severa contro la dominazione maschia della società. Invece la protagonista femminile della trilogia, Lisbet Salander, si rivela come figura iconica nella nuova letteratura di genere. Una hacker di altissimo livello, ombrosa e schiva che si trincera dietro un’immagine sbrindellata e punk camuffando le sue abilità informatiche dietro un’apparente infermità mentale. Una donna costretta perennemente a vivere in una sorta di “clandestinità” per via dei numerosi nemici che la vorrebbero soggiogare o uccidere. A partire da suo padre, ex spia del KGB e traditore dello stesso KGB, essendo diventato presto un criminale neo-fascista. La rettitudine morale del principale protagonista maschile, Blomkvist, si rivela molto utile per l’azione dei romanzi, perché permette di ritrarre fedelmente la diffusa crudeltà contro le donne, crudeltà spesso “mascherata” o dissimulata dal moralismo o dal giudizio “moralistico” riguardo i presunti costumi “dissoluti” delle donne o delle ragazze prese di mira dallo stesso sadismo neo-fascista e dal neo-patriarcato. Larsson indaga e descrive, prima di tutto, i processi di “delegittimazione” che creano un clima di solitudine e fragilità intorno alle vittime designate. La descrizione minuziosa di un “cerchio-violento” che inizialmente isola, sfibra e “stanca” la vittima e che poi la sgretola. Ogni donna, vittima di femminicidio, è come un insetto caduto in una grande e spessa tela di ragno. Questi assassini seriali e sadici stanno praticando una forma di capitalismo basato su un’alleanza pornografica: la tratta e l’ abuso della donna in ogni aspetto diventa così qualcosa di attraente, un’ industria lucrosa. Il neo-fascismo ha compreso bene che l’ oscenità del sadismo è un buon business e che, per assicurarsi buon introiti, è opportuno trasformare tutte le donne, finanche le donne della propria famiglia, in carne destinata al macello sociale. Non a caso, i magnate dell’ alta borghesia svedese neo-fascista, che Larsson descrive bene nei suoi libri, non provano scrupoli verso niente e nessuno, neanche nei confronti delle donne di famiglia. Questa è sicuramente una delle scoperte più scomode ed inquietanti del grande giornalista d’ inchiesta Stieg Larsson.

 

Maddalena Celano