L’UNITÁ SOLIDALE DEI MOVIMIENTI E DELLE PERSONALITÁ PROGRESSISTE IN EUROPA CON LA RIVOLUZIONE BOLIVARIANA

61527-004-91D63A28Al giorno d’oggi, in America, l’obiettivo primario degli attacchi imperiali è il processo rivoluzionario che si sta effettuando nella Repubblica Bolivariana del Venezuela. Il motivo di questo è che l’esempio del Venezuela è visto come il detonatore ed il sopporto dei processi di cambio che stanno avvenendo in vari paesi del continente.

Il centro di potere imperiale pensa,  che se riuscisse a sconfiggere la rivoluzione bolivariana, avverrebbe un effetto dominó su gli altri processi progressisti dell’America Latina.

Possiamo dire che attualmente, il processo rivoluzionario bolivariano è il piú attacato del continente, giacché il processo cubano, che se è stato sempre nella mira degli attacchi imperiali, in questo momento vive una situazione differente, cioè, gli Stati Uniti stanno usando una strategia differente, anche se non meno pericolosa, per provocare la fine del socialismo cubano.

Gli Stati Uniti portano avanti un’ offensiva contro il Venezuela attraverso i loro alleati nella regione, principalmente Colombia e Guyana. In effetti, mentre il Venezuela è simbolo della lotta per un mondo multipolare e per una economía sociale humanista, i nostri vicini, Colombia e Guyana, appoggiano la continuitá dell’egemonia statunitense e del libero commercio globale.

Gli Stati Uniti utilizzano questi due paesi, per promuovere conflitti nella frontiera con il Venezuela e sviluppare una strategia che cerca di mostrare, attraverso manipolazioni, notizie false e distorsione della realtá che il governo bolivariano, é un governo che aggredisce altre nazioni e che viola i diritti humani.

Inoltre la Repubblica Bolivariana del Venezuela è sottomessa a una vera e propria guerra economica, monetaria e psicologica dentro lo schema della Guerra di Bassa Intensità, con l’unico obiettivo di abbattere il governo rivoluzionario venezolano, legittimamente eletto, attraverso un sistema elettorale trasparente ed assolutamente automatizzato, dichiarato dal propio Centro Carter come uno de i più sicuri del mondo.

Il modello di guerra económica sviluppato contro la nostra Repubblica Bolivariana é più complesso di quello che si possa pensare. Non solo si limita ad indurre la scarsità degli alimenti e di altri beni, l’inflazione e l’incetta, se non che include inoltre l’indebolimento della nostra moneta e il tentativo di usare il popolo come mercenario portatore di miseria per lo stesso popolo.

Banchieri fuggitivi della giustizia venezolana, che adesso vivono negli Stati Uniti, hanno promosso un’intensificazione del così chiamato “dollaro parallelo”, maneggiando elettronicamente pagine di Internet che sono diventate i marcatori dell’indice di questo dollaro illegale, promovendo una superinflazione.

Il sito web “Dolar Today” è la piazza forte di questa guerra monetaria cibernetica, che gestita da Miami trascorre nello spazio virtuale, da dove cospira contro l’economia venezolana. Si tratta di uno scenario di guerra monetaria che produce molte deformazioni ed illegalità attraverso operazioni che hanno causato una svalutazione informale del bolivar, con la svergognata compra-vendita illegale di dollari.

L’opposizione venezolana e la destra internazionale parlano “della crisi economica„ del mio paese. Tuttavia, la destra è monoteista: sacraliza l’economia come il suo unico Dio. Ignora deliberatamente che l’economia è prima di tutto un fatto sociale. Dare preminenza alla cosa economica sulla cosa sociale, è proprio della mentalità capitalista e principalmente del pensiero neoliberale. Per questo motivo, secondo i parametri del neoliberalismo, i paesi con “sviluppo economico„ in America sono Cile, Colombia e Perù e poco importa che questo sviluppo sia molto lontano dalla promozione della riduzione della povertà e della disuguaglianza. Per questo, la destra internazionale e per tanto anche quella europea, da una parte esaltano i governi neoliberali di questi paesi mentre denigrano il modello venezolano.

Se ci fosse alcun dubbio sugli interessi imperiali che muovono la guerra economica contro il nostro paese, è sufficiente ricordare le parole recenti della gerente del Fondo Monetario Internazionale, Christine Lagarde che ha detto públicamente: “il FMI è preparato per riprendere il dialogo con le autorità venezolane, se queste lo desiderano”. In effetti, uno dei mezzi usati dalla Rivoluzione Bolivariana per difendere la sua sovranità è stato quello di non dipendere assolutamente dal FMI e piuttosto promuovere meccanismi finanziari alternativi per i paesi dell’America Latina e dei Caraibi.

Mentre le elezioni parlamentari si avvicinano la destra radicale aumenta gli attacchi contro l’economia utilizzando gli spazi che possiede nei mezzi scritti e audiovisuali con la chiara intenzione di causare una crisi sociale.

La maggior parte delle agenzie internazionali e dei grandi mezzi di comunicazione divulgano notizie false o distorte, per dare risalto soltanto a gli aspetti negativi della realtà venezolana. Le notizie positive sono celate o si evita rivelarle, per questo motivo, risaltano il tema delle difficoltà economiche, ma non parlano della grande opera sociale realizzata in un primo momento dal governo del Comandante Chavez e continuata attualmente dal governo del presidente Maduro. Uno degli aspetti più positivi del processo bolivariano è quello relativo al magnifico lavoro sociale di inclusione e di diminuzione della disuguaglianza ed è per questo che le persone di destra tendono a lasciarlo nella dimenticanza.

Questa vocazione sociale che ha mostrato ed esercitato il Comandante Chávez e che ha continuato fedelmente il presidente Maduro, è ciò che rende forte i governi bolivariani nonostante la cospirazione, i sabotaggi, la guerra mediatica, la guerra economica e la confabulazione internazionale.

Ci sono settori della opposizione venezolana, quelli più radicali, che sono coscenti di questa fortezza, e perciò non lavorano per un cambio pacifico ma per una soluzione violenta. Usano le elezioni come il perno per le loro intenzioni successive, che includono causare un intervento straniero, e questo appare assolutamente chiaro dal tenore delle loro dichiarazioni pubbliche e dall’intensità della campagna contrarivoluzionaria internazionale.

In questo senso, nel suo discorso più recente nelle Nazioni Unite, il presidente Maduro, ha chiesto al mondo di stare attento di fronte a qualsiasi tentativo di violenza contro la vita politica venezolana, in relazione sopratutto alle prossime elezioni parlamentarie.

È importante risaltare che si tratta di una elezione veramente cruciale, date le circostanze politiche e geopolitiche nelle quali avvengono, marcate da un notevole e indubitabile attacco delle forze antinazionali e antipopolari,  comandate dalla Casa Bianca, il Dipartamento di Stato ed il Comando sud dell’esercito degli Stati Uniti, che sembrano aver l’intenzione di distruggere non solo il governo della Rivoluzione Bolivariana ma qualsiasi manifestazione di indipendenza e sovranità in qualunque altro paese della nostra regione dell’America Latina e dei Caraibi.

In effetti, John Kerry, secretario di stato degli Stati Uniti, ha definito recentementla la democrazia del Venezuela come “imperfetta” ed ha assicurato che le elezioni parlamentari di dicembre prossimo saranno “il metro per misurare che tipo di democrazia esiste nel Venezuela”, con la chiara intenzione di non riconoscere i risultati se non sono favorevoli all’opposizione.

L’evento elettorale di dicembre è uno dei più importanti fra tutti i processi comiziali che abbiamo vissuto in Venezuela da quando il Comandante Chavez vinze le elezioni nel 1998. La destra nazionale ed internazionale sembra scommettere al tutto o niente. Essa fa parte di un progetto mondiale che è comandato dall’impero più potente della storia. Un impero che ha certamente seri problemi economici e politici, ma che ancora possiede molta forza e molte risorse, le quali stanno e staranno al servizio dei suoi alleati in tutto il mondo

Tutto quello che abbiamo riferito fino adesso ci dimostra che il Venezuela è in questo momento il paese più attacato a livello internazionale, per cui é più che mai necessaria la solidarietà di tutti coloro che credono che é possibile costruire un mondo migliore.

L’asse mediatico antibolivariano nasce negli Stati Uniti ma è rinforzato dalla destra europea. Per rompere questo assedio mediatico e la permanente offensiva contro la rivoluzione bolivariana, è necessario più che mai la unione solidale dei movimenti sociali e le personalità progressiste dell’ Europa sia occidentale che orientale in una rete che permetta la retroalimentazione di notizie veraci per spargere la verità sul processo bolivariano e allo stesso tempo stare allerta di fronte a qualsiasi intenzione di interferire del processo elettorale di dicembre.

Molti partiti europei di destra collaborano con la opposizione venezolana con assistenza politica, finanziera e mediatica, come lo riflettono le votazioni contro la Repubblica Bolivariana del Venezuela nel Parlamento europeo, distorcendo la realtá, come, per esempio, nel caso di Leopoldo Lopez, un vero e proprio terrorista transformato dai grandi mezzi di comunicazione e dal discorso degli ideologi della destra internazionale in un combattente per la libertá.

É grave que in casi come questo, in Europa, perfino persone importanti presuntamente di sinistra cadano nell’inganno ed elogino pubblicamente un personaggio funesto come Leopoldo Lopez che tanti danni ha procurato al popolo del Venezuela, incitando alla violenza e causando la morte di 43 persone e innumerevoli feriti, oltre ad ingenti danni materiali a i beni pubblici.

Per questo oggi è più importante che mai la creazione di una rete di solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana, che unisca tutti i movimenti sociali e le persone progressiste dell’Europa, sopra tutto perche disgraziatamente la Unione Europea è diventata un’alleato passivo e obbediente agli obiettivi degli Stati Uniti, perfino contro i suoi propri interessi, come lo dimostra, appogiando le guerre nel Medio Oriente e alleandosi contra la Russia.

Il processo bolivariano è una speranza ed una base di appoggio per tutta la sinistra internazionale. Difendere la Republica Bolivariana del Venezuela significa difendere il futuro dell’umanita che solo sarà possibile in un mondo di pace e giustizia sociale.

La difesa della Rivoluzione Bolivariana deve constituire un punto di incontro importante per tutte le persone honeste, che in Europa lottano contra il fascismo e l’imperialismo, che credono nel rispetto all’indipendenza e la sovranità delle nazioni e nella possibilità di un mondo più giusto.

Oggi più che mai è necessaria l’unità dei movimenti sociali e delle personalità progressiste, sopratutto in Europa, dove riappaiono i fantasmi del nazismo e del fascismo, con tutta la forza negativa del razismo e la xenofobia.

Per finire, vorrei citare l’importante affermazione fatta dall’ambasciatore Isaias Rodriguez, durante l’evento per commemorare i 78 anni della morte di Antonio Gramsci, rispetto alla necessaria unità delle forze revolucionarie: “Ogni lotta se è fragmentaria fallisce. È necessaria l’unità rivoluzionaria”. E come diceva sempre i nostro Comandante Eterno, Hugo Chavez: unita, unitá e sempre piú unitá.

Embajadora Orietta Caponi