Avevamo l’intenzione di scrivere un articolo sulla Teologia della Liberazione come movimento politico e religioso che ha caratterizzato una fase storica importantissima della storia dell’America Latina, ma la ricchezza del movimento stesso nel suo dispiegarsi storico e la varietà e profondità delle personalità  che sino ad oggi ne hanno fatto qualcosa di unico e difficilmente ripetibile in futuro, ci costringono  a convogliare l’ attenzione solo su

Gustavo Gutierrez, autore dell’omonimo libro,’La Teologia della Liberazione’ (1971), che di questo movimento è in realtà un esponente di alto profilo, sia in campo politico che teologico-religioso. Il suo pensiero ha influenzato protagonisti importantissimi.

della stessa Teologia della Liberazione come Frei Betto e Leonardo Boff

e tanti altri che dalla metà degli anni sessanta in poi hanno contribuito  alla fine di un periodo molto oscuro per l’America Latina devastata e offesa da dittature, anche sanguinarie. Veniamo dunque al pensiero e alle idee che Gutierrez elabora

all’interno della sua opera con un’attenzione però anche a un testo successivo e cioè un suo commento al libro di Giobbe nel quale egli vede la sofferenza non solo di un uomo ma anche di un intero popolo, quello latinoamericano ovviamente.

Intenzione di Gutierrez è rivendicare per l’America Latina una autonomia politica non solo dai regimi dittatoriali che infestavano il  continente in quel  periodo, come in Brasile e da lì a poco anche in Argentina, ma soprattutto una autonomia anche dagli

Stati Uniti e dalle leggi del commercio internazionale che costringevano i paesi latinoamericani in una situazione di forte dipendenza economica e politica.

Gutierrez auspica un rinnovamento della Chiesa latinoamericana gravemente compromessa con il potere politico ai cui privilegi non ha saputo rinunciare, anzi facendosi strumento corrotto dello stesso potere politico, tradendo cosi la sua funzione e il suo compito, e la fiducia e la lealtà di tanti cristiani che pensavano alla chiesa come un imprescindibile punto di riferimento, non solo a proposito della fede, ma anche per rivendicare libertà e uguaglianza.

In tal senso è interessante la sua idea di creare una nuova forma di cristianesimo, meno legata ai dogmi ma più inserito nelle dinamiche del mondo, più attenta ai problemi sociali e politici del nostro tempo, più critica e preoccupata ovviamente alle dinamiche della povertà e della disuguaglianza sociale.

Gutierrez sviluppa,  quindi, un nuovo modo di intendere la fede dove quest’ultima altro non è che azione e impegno e la teologia è solo un movimento successivo e dipendente da questa stessa azione.

In quest’ottica il suo pensiero è eminentemente marxista anche se non ideologicamente, comunque in relazione ad alcuni elementi.

tipicamente  e concettualmente marxisti. O forse sarebbe meglio dire storicisti. Ricordo però che Gutierrez è sempre stata figura eminentemente moderata anche se il suo pensiero è molto ricco di venature socialiste.

Secondo alcuni  studiosi il suo pensiero dipende, in buona parte, da autori come Congar e Metz , esponenti di primo ordine di una corrente teologica europea chiamata ‘teologia politica’ ed in parte questo è vero’, però dobbiamo stare attenti a non peccare, come al solito, di eurocentrismo e negare quindi  originalità ad un

pensiero come quello di Gustavo Gutierrez e dei suoi epigoni.

Quindi dello stesso movimento della Teologia della Liberazione che ha saputo accogliere in sé le ragioni e  le rivendicazioni religiose e politiche di un intero continente.

Non possiamo, infatti, non notare come a distanza di alcuni decenni e con tutte le riserve del caso, la maggior parte dei paesi dell’Almerica Latina hanno od hanno avuto  governi di centro-sinistra, penso in particolare al Brasile ed in parte all’Argentina o al Venezuela di Chavez che hanno saputo incarnare politicamente le idee della Teologia della Liberazione.

Certo possiamo discutere sulla qualità di queste democrazie, in alcuni casi di corruzione che hanno anche coinvolto Lula,  anche se solo indirettamente. Ma non possiamo fingere che non siano stati fatti passi da gigante.

Purtroppo, da qualche anno e da più parti, si sta cercando di diminuire l’importanza non tanto dell’opera di Gutierrez, quanto del movimento della Teologia della Liberazione, anche se ciò avviene solo in Europa ed in particolare come è ovvio in ambiente anglosassone ma non certo in America Latina.

Anzi, in un periodo come quello che stiamo attraversando, in pieno regime di pensiero unico, utilissima potrebbe essere invece  una rielaborazione anche critica di ciò che è stata la Teologia della Liberazione, non certo una sua messa in discussione. Vorrei concludere queste brevi riflessioni però con una interessante interpretazione  di Gesù che danno sia Gutierrez che Boff.

Alcune loro analisi hanno cercato di approfondire la figura storica di Gesù, inserendolo in un contesto vivo, pieno di conflitti come d’altronde era il mondo ebraico nel periodo antecedente la sua nascita, un mondo anche molto diversificato in  cui la lotta politica era all’ordine del giorno ed in  questa  direzione, dicono i due autori.

L’opera basilare di Gutiérrez, Teologia della liberazione chiarisce il concetto di povertà cristiana, come gesto di solidarietà benevola con gli sventurati, sia come dissenso liberatore contro l’indigenza.

Gutiérrez ritiene che la vera e piena “liberazione” racchiude tre grandi dimensioni fondamentali: la liberazione politica e sociale, ossia la cancellazione delle cause immediate di indigenza e vessazione; la liberazione umana, cioè l’affrancamento dei bisognosi, degli rifiutati, degli oppressi da tutto “ciò che limita la loro capacità di sviluppare se stessi liberamente e dignitosamente”;

la liberazione teologica, cioè la redenzione dall’egotismo e dal peccato, per il ristabilimento del rapporto con Dio teologia-della-liberazione con ogni essere umano.

Dovrebbe essere recuperato il senso del messaggio di Gesù, della sua lotta e della sua morte, un messaggio realmente cristiano, immanente, storico che fa della lotta per la giustizia il cardine ed il centro di un pensiero  autenticamente cristiano ed

pienamente e criticamente inserito nel mondo.

Maurizio Garuglieri

Maddalena Celano