saenz160097_o“Libertadora!”, Storia di Manuelita Sàenz, l’ amata di Simòn Bolívar,

Toni Klingendrath, Stampa Alternativa, Viterbo, 2010.

 

L’ autore del romanzo-storico, Toni Klingendrath, geologo, alpinista e speleologo triestino, visitando ripetutamente le città ed i luoghi in cui visse ”la Libertadora”, ne ricostruisce accuratamente la storia e le singolari vicissitudini. Lo scrittore scopre, per la prima volta, Manuela Sàenz tra le pagine de “Il Generale nel suo Labirinto” di Gabriel Garcia Marquez, nel momento in cui viene descritto l’ ultimo viaggio di Simòn Bolívar lungo il Rio Magdalena fino all’ isola di Santa Marta. Marquez le dedica però solo poche pagine, più qualche citazione, tanto bastò per suscitare curiosità ed interesse da parte del geologo triestino. Ma nel 1993, Toni Klingendrath, in una libreria di Cochabamba, nel cuore della Bolivia, trova una rara edizione de “Le quattro stagioni di Manuela” di Victor Von Hagen, edizione che leggerà con avidità nelle notti gelide dei 4000 metri, sotto il Cerro Chatena, avvolto in un sacco a pelo (pag.3). Scoprì così che Manuela Sáenz Aizpuru, fu una patriota ecuadoriana riconosciuta dalla storiografia ispano-americana come eroina dell’Indipendenza dell’America del Sud. È conosciuta anche come la “Liberatrice” del Liberatore, perché tra il 1822 e 1830 fu la compagna sentimentale di Simón Bolívar. Quanto bastò, per indurre lo speleologo triestino, a ripercorrere tutti i luoghi ed i ricordi che avvolgono la figura di questa intrigante e misteriosa eroina latino-americana. L’ autore de la “Libertadora” presenta minuziosamente la biografia dell’eroina della lotta per l’indipendenza in America Meridionale del primo diciannovesimo secolo. Donna che, nella storia ufficiale, divenne nota principalmente come amante di Simón Bolívar, il generale indipendentista di Venezuela, Colombia, Ecuador, Bolivia ed Perù. Entrambi divennero figure iconiche che attraversarono il continente per la loro prodezza militare e la loro visione politica. La lotta per l’indipendenza dalla colonizzazione spagnola era un processo ancora vivo ed in continuo sviluppo in America Meridionale e, durante il periodo 1808-1824, la regione vide sollevamenti continui tra patrioti e realisti che si affrontarono in un ciclo continuo di vittorie e sconfitte che rividero i confini politici ripetutamente ridisegnati. La Rivoluzione dell’ America Meridionale per l’Indipendenza rappresentò un evento chiave nell’età della Rivoluzione Illuminista, la sua scintilla immediata fu l’invasione di Napoleone della Spagna nel 1808, ed il movimento patriottico disegnò pesantemente la lingua e gli ideali delle Rivoluzioni americane. Il romanzo-storico comincia con un’ anziana e sola Manuela Saenz, che riceve la visita di un celebre ed illustre uomo (che successivamente si rivelerà essere Giuseppe Garibaldi). L’ uomo si reca appositamente a Paita per renderle omaggio e per domandarle dell’eroina che fu e del suo mito. Ella accetta di rivelare la sua storia. Frutto di una relazione adultera, Manuela Sáenz nasce in Tolgo, Ecuador, nel 1797, in un momento di grande convulsione sociale e perfino di scuotimenti tellurici che presagirono quello che succederà più tardi: anni di ribellione da parte delle colonie. Un terremoto scuote la regione dalla città di Popayán, nell’allora Nuovo Regno di Granada, fino a Tolgo. Con 60.000 abitanti, la città di Tolgo vive sotto l’influenza francese e perciò arrivò l’ eco della rivoluzione. Manuela Saenz fu la figlia illegittima, successivamente riconosciuta, di Simón Sáenz Vergara, spagnolo, e della creola María Joaquina di Aizpuru. Sua madre morì il giorno che nacque Manuela o, secondo altre versioni, due anni più tardi. Perciò la bambina fu affidata al Convento di suore, il Monastero Reale della Candida ed Immacolata Concezione, nel quale visse i primi anni della sua vita. Completata la sua formazione nel convento, passò al monastero di Santa Caterina da Siena, in Tolgo, dell’Ordine della Sacra Domenica, ricevendo la tipica educazione che si impartiva alle signorine delle famiglie benestanti della città in quel tempi. Imparò a ricamare, ad elaborare dolci ed a comunicare in inglese e francese, abilità e lavori coi quali si manterrà nei suoi anni di esilio in Paita, Perù. A 17 anni fuggì dal convento dopo essere stata sedotta da un ufficiale dell’Esercito Reale. Due anni più tardi, nel dicembre del 1816, conobbe in Tolgo James Thorne, ricco mercante inglese, ventisei anni più grande di lei, che allora aveva solo 19 anni. Suo padre, per ragioni di convenienza, in accordo agli usi dell’epoca, pattuì il suo matrimonio per il Luglio del 1817. Manuela Sáenz, subito dopo il matrimonio, cominciò a mostrare interesse verso gli affari politici e militari, combatté nella Battaglia di Pichincha, ricevendo il grado di tenente degli ussari dell’Esercito Liberatore. In seguito combatté in Ayacucho sotto le ordine del maresciallo Antonio José di Sucre. Il ruolo delle donne nella politica e nelle lotte militari nell’Età della Rivoluzione fu influente: Toni Klingendrath traccia come la “Libertadora”, ovvero Manuelita Saenz, fu, sin da ragazza, politicamente molto attiva:
…come moglie di un affermato mercante inglese lei era stata presentata all’ alta società e allo stesso viceré, le fu facile tenere i collegamenti fra circoli rivoluzionari e salotti importanti, ove non mancavano simpatizzanti della causa indipendentista. Aveva frequentato la casa di Petronila Fernandez de paredes, che possedeva una stamperia clandestina e quella della marchesa de San Miguel de Higar, Josefa Messia, che organizzava incontri segreti nei quali si raccoglievano fondi per i patrioti e si producevano manifesti politici. Molto spesso di notte, velata come usavano le spregiudicate donne di Lima per recarsi agli appuntamenti con i loro amanti, a rischio della propria vita, aveva portato messaggi compromettenti o attaccato ai muri delle case della città manifesti contro il viceré o la Spagna. Se fosse stata scoperta nulla l’ avrebbe salvata dalla tortura o dalla morte (pag.18)
Il significato di questo periodo storico cambiò, in America Latina, le relazioni di genere, fonte di recente ed intenso interesse per gli storici. Guardando alla vita di Manuela Sáenz, si può avere un’ interessante panoramica dei fermenti politici e sociali dell’ epoca e sullo sviluppo di queste considerevoli problematiche. Nella scena storica Sáenz fu una donna insolita, ma fu anche una rappresentante straordinaria delle donne latino-americane ed ebbe un ruolo molto più grande nel processo di indipendenza. Inoltre, che lei sia stata considerata importante unicamente nel contesto della sua relazione con un uomo più potente, Bolívar, tipizza il modo il cui le donne sono state trattate nei secoli: inserite in linee secondarie ed usate solo per aggiungere bagliori di fascino e passione alle storie politiche di attori maschi. Sáenz non fu solo l’innamorata di Simón Bolívar; bensì fu protagonista attiva e consapevole della liberazione dell’America Meridionale molti anni prima di conoscere il “Libertador”:
Seguirono, per la giovane donna Manuela Sàenz de Thorne, momenti di entusiasmo e di gloria che raggiunsero l’ apice il 23 gennaio del 1922. Quel giorno infatti le fu conferito, insieme a un centinaio di donne di Lima, il più alto riconoscimento che la neonata Repubblica del Perù prevedesse: l’ Ordine del Sole! Creato da San Martìn, era ben più che una semplice decorazione, era l’ identificazione di una nuova nobiltà repubblicana selezionata fra chi si era particolarmente distinto al servizio dell’ insurrezione. Era il simbolo del nuovo ordine delle cose (pag. 19)
Lei operò come un stratega militare, come soldatessa, statista ed archivista e divenne simbolo della ricerca latinoamericana per l’indipendenza, così come importante figura della prima Repubblica. Le Guerre latino-americane per l’Indipendenza rappresentarono essenzialmente il crollo dell’Impero spagnolo. Esse diedero luogo alla comparsa del primo ‘post-colonialismo’ e dei primi fenomeni di “stato-nazione”, annunziate da una serie di trasformazioni economiche e politiche in tutta l’America che anticiparono l’espansione massiccia in territorio latino degli Stati Uniti e del loro potere. Alla fine del racconto l’uomo, accomiatandosi, le svela il suo nome: Giuseppe Garibaldi.
Il libro termina con una descrizione documentata e appassionata della donna che ancor oggi è un esempio e un mito per tutte le donne latino-americane.
Manuelita Sáenz decedé il 23 novembre del 1856, a 59 anni di età, nella popolazione di Paita, Perù, durante un’epidemia di difterite che colpì l’ intera regione. Il suo corpo fu seppellito in una fossa comune del cimitero locale e tutti i suoi possessi furono bruciati, includendo una parte importante delle lettere d’ amore di Bolivar e documenti della Gran Colombia. Il 5 Luglio di 2010, durante la commemorazione del 199° anniversario della firma dei Verbali di Indipendenza del Venezuela, fu posizionato, nel Pantheon Nazionale, un baule contenente terriccio dalla località peruviana di Paita, dove fu sepolta Manuela Sáenz.
Questi resti simbolici furono trasportati via terra dal Perù, attraversando Ecuador, Colombia e Venezuela fino ad approdare a Caracas, dove riposano in un sarcofago vicino all’Altare Principale, dove giacciono i resti di Simón Bolívar. A Manuelita fu concessa postumamente la salita a Generale di Divisione dell’Esercito Nazionale Bolivariano per la sua partecipazione nella guerra indipendentista, un atto simbolico a cui assisterono i presidenti dell’Ecuador e del Venezuela.

Manuela Saenz: la PRIMA FEMMINISTA LAICA latino-americana. Manuela Saenz: la PRIMA FEMMINISTA LAICA latino-americana.LIBERTADORA!.1111