sandra bland

Sandra Bland fu una donna afro-americana ed attivista per i diritti-civili,
trovata morta in una cella della prigione nella Contea di Waller, Texas, il 13 luglio 2015. La sua morte fu seguita da continue proteste, la causa del decesso fu molto discussa e causò continue reazioni, negli USA, per la brutalità della polizia negli Stati Uniti.
La storia cominciò il venerdì 10 luglio 2015. Sandra Bland morì a casa di ripetuti abusi polizieschi. Il video delle aggressioni poliziesche venne registrato da una telecamera di sorveglianza, piazzata su una volante, rilasciata dalle autorità di Hempstead. Il video mostra un’auto bianca approssimarsi ai lati di una superstrada della piccola cittadina del Texas. Un agente, Brian T. Encina, si avvicina al finestrino. Chiede alla donna di dargli i documenti. «Mi sembri molto scocciata», afferma il poliziotto.
«Lo sono, lo sono davvero», risponde lei.
«Le dispiace spegnere la sigaretta?»
«Sono nella mia auto, non vedo perché dovrei farlo»
Il dialogo tra i due precipita. Encinia ordina a Bland di scendere dall’auto. Lei si sottrae. «Ti faccio scendere con la forza, allora», replica lui, pretendendo rinforzi e strattonando la donna.
Successivamente tira il fuori il taser, la pistola stordente, e la punta contro Bland.
A quel punto lei scende dal veicolo. I due si allontanano dall’inquadratura, però la telecamera resta accesa. E riporta i dialoghi. «Mi fai male», si lagna la donna, nel momento in cui lui la ammanetta e la sbatte a terra, soccorso da un’altra agente. «Mi spacchi i polsi», urla Bland. Grazie a un altro video registrato da un passante e messo online nei giorni successivi, sono a disposizione altre immagini, oltre a quelle ufficiali. Che rivelano la violenza dietro quelle parole. Con la ragazza distesa a terra, pancia sotto, e l’agente sopra di lei, intanto che la ammanetta.
«Mi hai fatto sbattere la testa, non te ne frega niente?», afferma lei.
Per poi aggiungere: «Sono epilettica».
«Bene», replica lui.
L’ aggressività dell’ agente è confermata anche dalla sorella di Bland, Shante Needham. Bland avrebbe riferito come Encinia le sarebbe salito sulla schiena con le ginocchia, frantumandole un braccio. Il responsabile del Dipartimento della sicurezza del Texas, Steven MacCraw, che ha diffuso il filmato, afferma che la condotta dell’agente costituisce una violazione delle procedure.
Il 16 luglio, le autorità di Texas danno inizio ad un’investigazione sulla morte di Bland. Un’autopsia condotta da Harris, medico-legale, definisce la morte di Bland un suicidio, poiché non trovò nessuna evidenza di una lotta violenta. I risultati di una secondo autopsia, richiesta dalla famiglia di Bland, purtroppo non sono stati ancora diffusi.
Sandra Annette Bland nacque a Naperville, Illinois, un sobborgo di Chicago ed fu la prima di cinque sorelle. Frequentò il Liceo di Willowbrook, nell’ Illinois, successivamente l’Università di A&M fuori da Hempstead, nella Contea di Waller in Texas. Si laureò nel 2009 in agraria. Bland ritornò nell’ Illinois nel 2009. Lavorò in amministrazione per Cuoco, un fornitore di attrezzature per la conservazione di cibi, un lavoro che portò avanti fino alla morte (per malattia) del suo datore di lavoro. Dopo la chiusura dell’ azienda di Cuoco, si dedicò a lavori precari nell’ ambito dell’ animazione per ragazzi. A gennaio 2015, Bland cominciò ad incidere video su molti soggetti, inclusi video sulla brutalità della polizia statunitense contro neri. Perciò fu descritta come un’ attivista per i diritti civili a Chicago. Presenziò a diverse marce ed iniziative per l’ autoderminazione della popolazione afrodiscendente americana. Il suo attivismo politico, in realtà, le costò numerose multe e il divenire invisa agli occhi della stessa polizia.

Da: http://www.ilsudest.it/images/stories/sandra%20bland.jpg