Nell’anno 1928, sorge in Venezuela la Società Patriottica delle Donne: la quale offrì appoggio alla gioventù universitaria che protestava ed alzava la voce contro il governo dittatoriale di Juan Vicente Gómez.

Posteriormente, nel 1936, si creò il Raggruppamento Culturale Femminile e, nello stesso anno, si fondò l’Associazione Venezuelana delle Donne: organizzazione che tentò di avanzare con nuove strategie per affrontare l’oppressione militarista e tirannica di quell’epoca. Nel 1937 si acutizzò la persecuzione da parte del regime e, perciò, le donne costituirono la Lega Femminile per la tutela dei detenuti politici. Ugualmente, in quell’anno nacque l’Associazione Cristiana Venezuelana delle Donne Lavoratrici: dimostrando un’altra volta la partecipazione attivista delle donne nei processi di cambiamenti del paese. Le donne, continuando con l’ardua lotta che avevano intrapreso come cittadine, nell’anno 1946, durante il mandato presidenziale di Isaías Medina Angarita, ottennero il primo frutto del loro lavoro: il diritto al voto. In seguito, negli anni cinquanta, sorse l’Unione dalle Ragazze Venezuelane per combattere clandestinamente contro la nuova dittatura instaurata da Marcos Pérez Jiménez. La persecuzione obbligò numerose donne venezuelane a vivere e comunicare in clandestinità. Ma la loro azione rivoluzionaria fece il possibile affinché, nel 1957, la Giunta Patriottica Femminile collaborasse al rovesciamento della dittatura. La “differenza” chiave si rivelò nella partecipazione cittadina e nella partecipazione politica formale: rapidamente le donne dell’epoca compresero, con dolore, che contribuire alla costruzione democratica del paese non necessariamente implica maggiore integrazione delle donne nei processi decisionali, pubblici e politici. Nonostante i notevoli contributi femminili, nonostante lo sforzo ed il sacrificio di migliaia di donne venezuelane: alla popolazione femminile veniva sempre assegnata scarsa visibilità e scarsi ruoli di prestigio. In questo modo, si poté dire che le donne venezuelane avevano ottenuto finalmente il diritto al voto e che contribuirono al rovesciamento della dittatura: ma ciò non bastò per ottenere l’uguaglianza piena in tutti gli aspetti della vita sociale. Pertanto, bisognava riorganizzarsi e costituire altre associazioni e comitati femminili per ottenere: l’ uguaglianza e le pari opportunità nel lavoro, parità di salario e riconoscimento sociale del lavoro domestico. Fu allora che con la partecipazione delle donne nel processo costituente del 1998, si evidenziarono le radici generatrici del cambiamento nell’ordinamento giuridico venezuelano. La Costituzione della Repubblica Bolivariana del Venezuela incarna legalmente le conquiste raggiunte per le donne in questo paese. Finalmente si stabilirono importanti avanzamenti in materia di difesa della donna, come per esempio: l’ abolizione del linguaggio sessista nella vita pubblica e politica, il riconoscimento del lavoro domestico come attività economica che crea valore aggiunto, il diritto della donna a pianificare liberamente la propria vita riproduttiva ed il libero accesso a consultori laici per la tutela della salute riproduttiva della donna. Si garantisce pari diritti alle cittadine: tutti principi per i quali i movimenti femministi venezuelani e del mondo da secoli stanno lottando e, in questa maniera, si cerca di combattere qualunque forma di esclusione, come stabilisce il Comitato per l’Eliminazione della Discriminazione contro la Donna. La Costituzione della Repubblica Bolivariana del Venezuela, promuove la costruzione di un Stato democratico e sociale di diritto e di giustizia che propugna come valori supremi nel suo ordinamento giuridico e nella sua attuazione: la vita, la libertà, la giustizia, l’uguaglianza e, in generale, la tutela dei diritti umani. È in base a ciò che si costituisce il pilastro fondamentale per lo sviluppo e l’ elaborazione di una Legge Organica sul Diritto delle Donne ad una Vita Libera dalla Violenza. Con questo strumento giuridico si esige tutelare e proteggere le donne da ogni forma di oppressione sessista: affinché tutte le donne possano vivere, sia nel privato che nel pubblico, una vita piena senza timore di essere o aspirare ad essere qualcosa di “diverso” da ciò che i mandati-patriarcali impongono alle donne. In questa maniera, insieme ad altri organismi pubblici, si pretende come obiettivo principale di proteggere le donne, rivendicare i suoi diritti ed essere trattate come uguagli davanti gli uomini. Attualmente, in Venezuela, il numero di donne che occupano alte cariche direttive, tanto nel settore pubblico come nel privato, la partecipazione nella vita politica, economica e sociale del paese, è sempre più alto.

Maddalena Celano da http://www.ilsudest.it